Il governo cinese ha annunciato l'intenzione di pagare un indennizzo ai parenti delle 18 vittime degli scontri di Lhasa dello scorso 14 marzo. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Xinhua, ogni famiglia ricevera' 200mila yuan, pari a circa 18mila euro.
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sabato 29 marzo 2008
Pechino: risarcimento per famiglie delle vittime
Il governo cinese ha annunciato l'intenzione di pagare un indennizzo ai parenti delle 18 vittime degli scontri di Lhasa dello scorso 14 marzo. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Xinhua, ogni famiglia ricevera' 200mila yuan, pari a circa 18mila euro.domenica 23 marzo 2008
Cina rifiuta dialogo con Dalai Lama
Sembra sempre più remota da parte della Cina la possibilità di un colloquio con il leader tibetano, almeno finchè non si avrà la certezza di aver ristabilito il controllo sui territori in tumulto. Qin Gang ha spiegato che l'ottimismo mostrato dal premier britannico Gordon Brown dopo il colloquio col suo omologo cinese Wen Jiabao - che secondo Brown sarebbe pronto a incontrare il leader tibetano ad alcune condizioni - è frutto di un equivoco. Wen ha ripetuto le condizioni che la Cina ha sempre posto per i colloqui: che il Dalai Lama "rinunci all'indipendenza del Tibet, affermi che Taiwan è parte della Cina e che rinneghi la violenza". Intanto alcune testimonianze parlano di migliaia di soldati diretti verso le regioni più occidentali del paese a popolazione tibetana. Restano rigide le disposizioni del governo di Pechino riguardo ai giornalisti, ormai quasi totalmente banditi dalla regione, e afferma che chiunque decida di dirigersi in quei luoghi lo farà a proprio rischio e pericolo.Una riflessione: troppe persone si ricordano e criticano dittature come quella avuta in Italia e in Germania negli anni '40 ma ben poche vogliono ricordare quelle avute in Russia e che persistono tuttora in Cina. Un popolo sta combattendo per la propria vita e indipendenza e il mondo sta a guardare. La storia si ripete.
lunedì 17 marzo 2008
Tibet sotto assedio, aumentano le vittime
Finora le parole non sono servite assolutamente a nulla e come risultato la Cina continua incurante a compiere stragi su stragi. E' da decenni che il Tibet anela l'indipendenza e in cambio ha avuto solo dolore e morte. Possibile che interessi politici ed economici nei confronti della Cina da parte del resto del mondo prevalgano sul genocidio che sta avvenendo in questi giorni? Ci vorrebbe un'azione decisa che porti all'immediata cessazione delle ostilità dell'esercito cinese nei confronti dei monaci. Eppure domina l'esitazione. La Cina ha molta strada da fare nel campo dei diritti umani. E' assurdo che nel mondo esista ancora una dittatura e che quest'ultima si trovi nel paese che contende a Stati Uniti ed Europa il predominio economico mondiale. Speriamo solo che la soluzione, qualunque sia e sempre che ci si arrivi, non giunga troppo tardi. La storia è piena di episodi iniziati così e che si sono conclusi tragicamente.
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